sabato 28 giugno 2008

ANGELO BERARDI IL PIU’ GRANDE TRA I TEORICI DELLA MUSICA ERA DI S. AGATA

Il santagatese Angelo Berardi è considerato uno dei più importanti teorici della musica del ‘600.
Il giudizio degli studiosi è unanime. La sua importanza nella storia della musica è legata ai suoi studi sul Contrappunto, al suo contributo critico dell’arte musicale ed infine alle sue composizioni. Non a caso alcuni dei suoi studi, a tre secoli dalla sua scomparsa, sono stati ripubblicati; su di lui sono state scritte tesi di laurea a Whashington e a Kiel, e alcune delle sue musiche sono pubblicate su CD.
Ma procediamo con ordine.
Nacque a S. Agata Feltria attorno al 1630, è lui stesso a scriverlo in tutte le sue opere, fin dalla copertina, dove si legge regolarmente “Angelo Berardi da S. Agata”.
All’epoca in paese era fiorente una antichissima ed eccellente tradizione musicale che aveva già espresso compositori e “maestri di cappella”, come si diceva allora, in parte grazie anche alla sensibilità ed al mecenatismo dei Fregoso.
Nessuna meraviglia dunque se il Berardi ebbe come primo insegnante di musica un altro santagatese, Giovanni Vincenzo Sarti, autore di diverse composizioni, in parte perdute ed in parte inedite, e maestro di musica in varie città del centro Italia (in particolare Forlì e Ravenna).
In età adulta divenne sacerdote e maestro di Cappella. Dal 1662 volle seguire un percorso di perfezionamento musicale con Marco Scacchi, maestro al quale si dimostrò legatissimo. ”Nella mia più florida gioventù - scrisse - con tutto ch’io fossi Canonico e Maestro di Cappella in città ragguardevole, mi sottomisi interamente alla scuola e direzione di Marco Scacchi, già Maestro di cappella dei monarchi di Polonia per il corso di anni trenta. Si ritirò questo celebre virtuoso nella città di Gallese, nido antico dei suoi antenati, per essere avanzato assai nell’età, e forsi per godere quella quiete, e pace, che non si può rintracciare così facilmente fra i rumori delle Corti, e fra l’occupazioni et affari de gravi impieghi”.
In seguito Berardi fu nominato maestro di cappella a Montefiascone, poi passò a Viterbo, successivamente a Tivoli, a Spoleto, ed infine, a coronamento di una brillante carriera divenne maestro di cappella a Santa Maria in Trastevere, a Roma, dove muore qualche anno dopo, nel 1693.
La sua opera consta di 13 collezioni di musica pratica e di 6 trattati teorici, uno dei quali perduto.
L’amore che Berardi ebbe per il suo paese natale traspare da tutte le sue opere, ed in particolare dagli scritti contenuti nella sua “Miscellanea Musicale”, uno dei quali è dedicato a Federico Fregoso, nipote di Orazio Fregoso, penultimo Marchese di S. Agata. Federico era stato suo allievo ed era anch’egli appassionato di musica, oltre che valente studioso di filosofia.
Il legame tra Berardi e il Fregoso fu anche di tipo epistolare. Una delle lettere indirizzata a Federico è pubblicata in un volume edito dallo stesso Berardi.
La fama di Berardi era così grande che pochi anni dopo la sua morte il geografo Vincenzo Coronelli gli dedica la voce 3415 della sua monumentale “Biblioteca Universale sacro-profana”, nella quale si legge : “Berardi Angelo da S. Agata luogo sotto Rimini, sacerdote secolare, insigne professore di musica nel secolo passato, ha dato alle stampe molte opere così ecclesiastiche come da Camera, concertate e di ripieno, ed anche alcuni libri teorici assai eruditi sopra la stessa materia”. Dal Coronelli apprendiamo che Berardi suonava il violino “eccellentemente”, ed ebbe buoni allievi.
In tempi più vicini a noi molti studiosi si sono occupati di lui, sempre in termini molto positivi, in qualche caso entusiastici (il belga Fétis giunge a definire le sue “opere della massima importanza per la storia della musica”). Anche Amintore Galli, celebre autore delle musiche dell’Inno dei Lavoratori, lo definì “ottimo teorico”, e lo stesso Radiciotti sostenne che “le sue opere teoriche hanno una grande importanza nella storia dell’armonia”, e così di seguito altri critici anche contemporanei.
Il 12 ottobre 1996, su invito di chi scrive e di un gruppo di appassionati di storia locale, il prof. Carlo Vitali, già autore della voce “Angelo Berardi” pubblicata nel Dizionario della Musica e dei Musicisti della UTET, è venuto a Sant’Agata ed ha tenuto una dotta relazione sull’importanza di Berardi nella storia della musica, e sui suoi rapporti con la famiglia dei Fregoso, Signori di queste terre. Con l’occasione Vitali ha mostrato un anagramma in latino, traducendo il quale è emerso un dato inedito sulla vita di Berardi, e cioè che nel 1669 egli era ritornato a S. Agata per aprirvi una Scuola di musica.
Un brano del santagatese Angelo Berardi, è stato registrato su di un CD della olandese GLOBE. Il CD ha come titolo “Italian Music for Virtuosi”, e il brano di Berardi di 7 minuti (“Canzone sesta”) è il primo. (Giancarlo Dall’Ara)

Nessun commento: